Le priorità del Lusso per il post 2020

Gli amministratori delegati di 300 aziende leader nel Lusso delineano il futuro del proprio settore per i prossimi tre anni

Struttura della collezione, processo di sviluppo del prodotto, fornitura, sostenibilità e pianificazione&logistica: sono questi i cinque pilastri sui quali si articolerà il rilancio dell’industria del Lusso. Una recente indagine di Sistema Moda Italia ci spiega quale futuro ci attende nell’immediato.

Le cinque priorità per un settore in profondo mutamento

Grandi cambiamenti strutturali stanno per interessare l’industria del Luxury. Nuovi modelli che verranno implementati già quest’anno, mostreranno i primi effetti il prossimo e consentiranno un rilancio del mercato probabilmente nel 2023. A fare questa previsione è una ricerca che Sistema Moda Italia (SMI) ha condotto tra gli AD di centinaia di aziende del Lusso, italiane e francesi, il cui fatturato complessivo raggiunge i 25 miliardi di Euro.

Tra le principali novità, lo studio indica che il rapporto tra fornitori e marchi cambierà notevolmente, con una maggiore integrazione tra monte e valle: questo sia nel processo creativo e di sviluppo del prodotto, sia nella pianificazione delle produzioni e della loro consegna. La flessibilità diventerà quindi una delle chiavi di volta del futuro modello di business del Luxury, la cui specificità stagionale tenderà progressivamente a svanire.

Un’altra importante tendenza riguarderà le collezioni del futuro. Molti marchi hanno infatti già iniziato a ridimensionarsi, proponendo quasi il 30% di referenze in meno; dall’indagine emerge proprio la volontà di dirigersi verso una maggiore semplificazione. A tutto questo non poteva che aggiungersi il tema dello sviluppo sostenibile: i consumatori esigono qualcosa di concreto e le aziende devono attivarsi seriamente su quest’aspetto.

Fattore sostenibilità: l’esempio virtuoso arriva dalla Finlandia

Già lo scorso anno ci siamo occupati del rapporto tra Lusso e sostenibilità nel nostro Magazine. Ora l’argomento torna prepotentemente in primo piano, e non solo per la sua citazione all’interno dell’indagine marchiata SMI. Un’innovativa svolta in direzione green per l’industria della Moda viene annunciata proprio in queste settimane dalla Finlandia.

Il comparto tessile finlandese aprirà infatti un hub, nel sud del Paese, dedicato al riciclo: un’intera città volta allo smaltimento degli scarti pre e post produzione, in collaborazione con importanti gruppi come Adidas e H&M. Nel frattempo sono stati anche lanciati prodotti innovativi bio-based derivanti da tecnologie brevettate da aziende del posto.

Dichiara a tal proposito Marika Ollaranta, responsabile del programma “Bio and Circular Finland” di Business Finland: “Le innovazioni finlandesi offrono soluzioni che coprono l’intero ciclo di vita di un tessuto. I governi, i consumatori e l’industria stessa stanno prendendo coscienza delle sfide e delle opportunità per un settore molto orientato al monouso, dove è necessario lavorare per creare consapevolezza e cambiare mentalità e comportamenti”.

La parola ai consumatori: “less is more” è la nuova tendenza

Le idee espresse dalla responsabile dell’organizzazione finlandese per il commercio e gli investimenti trovano comunque già ampio consenso nella comunità dei consumatori. A sostenere la tesi è questa volta una recentissima ricerca di McKinsey, pubblicata in occasione dell’ultima New York Fashion Week. Uno studio che, come stiamo per vedere, ha molti punti in comune con quello presentato da SMI.

Anche l’indagine della celebre società di consulenza individua cinque trend in ascesa: calo della domanda, sostanziale passaggio allo shopping digitale, rinnovata attenzione verso i valori dei brand, minor peso del travel retail e, soprattutto, una nuova mentalità “less is more”. I consumatori sposano infatti una preferenza per beni più duraturi, di qualità superiore e prodotti in modo sostenibile. I dirigenti della Moda rispondono dal canto loro mettendo tra le priorità la riduzione degli articoli a magazzino. La sostenibilità nel settore sta andando poi oltre l’impatto dell’industria sull’ambiente, abbracciando anche temi legati alla giustizia sociale e ai diritti umani.

Un’ultima considerazione sulla ricerca di McKinsey: tra le “aree positive” da tenere d’occhio per il continuo interesse riscontrato viene citata l’athleisure, di cui abbiamo trattato proprio alcune settimane fa su queste pagine.

È insomma ancora una volta un mondo del Fashion & Luxury in continua evoluzione, in cui creatività e sostenibilità, produzione e logistica si incrociano in maniera ormai indissolubile. È insomma ancora una volta un mondo interpretabile grazie alle soluzioni tecnologiche di Bizeta.

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