Il futuro del Retail – shopping internazionale e umanizzazione della tecnologia

Il COVID ha ridefinito i consumi del Lusso: la Moda risponde con l’innovazione

Un 2020 influenzato da lockdown e pandemia volge al termine. Gli esperti del Fashion, elaborando le consuete analisi di fine anno, notano in ogni caso come la Moda sia assolutamente in grado di rispondere alla crisi. Innovazione, internazionalizzazione e omnicanalità sono le parole d’ordine per intercettare le abitudini di consumo dei prossimi anni.

Nuovi trend in accelerazione: logistica mondiale, omnicanalità e servizi human driven

Gli ultimi mesi dell’anno sono da sempre un periodo di bilanci, tradizione che riguarda anche il mondo della Moda. Questa volta gli specialisti del settore hanno spinto il loro sguardo oltre, rilevando come questo 2020 abbia tracciato tendenze destinate a durare nel tempo. Vediamo allora alcune analisi che hanno colto in maniera efficace i significativi cambiamenti in atto.

Kelly Kowal, Chief Platform Officer di Farfetch, commenta così nel corso dell’e-P Summit 2020 il futuro del Retail, che vede assolutamente votato all’omni-channel: “i clienti hanno una determinazione maggiore quando entrano negli e-shop e trascorrono molto più tempo nella ricerca dei prodotti prima di convertire la visita in un acquisto. Una rete logistica mondiale ben organizzata diventa uno strumento essenziale per catturare quei clienti che non possono fisicamente recarsi in negozio. Sembra banale dirlo, ma emerge più che mai l’importanza dell’omnicanalità. Per creare una splendida customer experience occorre che Retail fisico e virtuale lavorino insieme”.

E a proposito di customer experience, fa eco a Kelly Kowal la sua collega in Farfetch Sandrine Deveaux (EVP Store of the Future), sempre in occasione dell’e-P Summit: “tech e data amplificheranno l’esperienza di shopping del cliente. La combinazione del potere dei dati e della tecnologia fornirà infine un servizio human driven. Un’umanizzazione della tecnologia che è già in corso. E bisogna fare attenzione, perché inserire le nuove tecnologie nei negozi deve andare di pari passo con una preparazione al loro utilizzo da parte dei team nei punti vendita – che talvolta manca”.

Le due manager della piattaforma fondata da José Neves concludono infine con una riflessione che appare un’autentica sentenza: “l’avversione nell’affrontare gli inevitabili rischi del mondo digital non proteggerà certo le aziende di moda, le ucciderà. Il Retail non è morto. Ha bisogno di cambiare. E deve farlo molto velocemente”.

Il Fashion dopo il COVID – per un nuovo umanesimo del Lusso

L’accelerazione dei trend che erano già in atto e l’avvento di una tecnologia più umana vengono comunque rilevati anche in altre occasioni. Nell’incontro “The age of new Visions”, tenutosi a Firenze lo scorso 10 novembre, Matteo Lunelli di Fondazione Altagamma osserva ad esempio: “la pandemia ci ha proiettato cinque anni in avanti. È un fenomeno traumatico che impone al sistema di non fermarsi. Le aziende devono aumentare gli investimenti per agganciare trend che già prima erano veloci e oggi hanno accelerato”.

“Aumenta la contaminazione tra settori”, prosegue Lunelli, “con il Lusso sempre più legato all’esperienza. Gruppi internazionali aprono o comprano hotel, marchi di moda entrano nel design e nell’alimentare, che è esperienzialità pura. Si aprono grandi opportunità di nuove sinergie per il Made in Italy. È l’alba del ‘nuovo umanesimo’ del lusso aspirazionale, basato su valori più autentici come condivisione e durabilità”.

Nuovi modelli di business e di consumo: il Fashion & Luxury ridefinisce se stesso

A certificare le analisi appena viste arriva anche un recente studio, “World Luxury Tracking: between new constraints & new expectations” di Ipsos. In base a quanto riportato dalla ricerca, il Lusso è ormai diventato un’esperienza digitale e si conferma un piacere fondamentale che contribuisce al benessere. Gli intervistati ritengono inoltre che debba offrire un reale valore aggiunto, con prodotti di alta qualità, e si aspettano un’esperienza efficiente in cui trovano esattamente il prodotto che stanno cercando.

Torniamo infine all’ultima edizione dell’e-P Summit, per concludere con una dichiarazione che ben sintetizza quanto riportato fino ad ora. Questa volta le parole sono di Giacomo Santucci,  presidente di Camera Buyer Italia: “viviamo in una fase di ‘Test and Learn’. Tutto ciò su cui si è capitalizzato fino ad oggi non scomparirà, ma si evolverà. La crisi è diventata l’opportunità per ripensare il modo in cui pensiamo e agiamo. L’innovazione digitale ha investito tutta la supply chain, dalle tempistiche di produzione, che vanno adeguate al bisogno reale del mercato, al ruolo del wholesale”.

Il sistema Moda si è insomma messo in discussione e si sta rinnovando dalle fondamenta. In questo contesto così in divenire, grazie a soluzioni flessibili che prevedono un utilizzo mobile, una gestione in cloud e un supporto globale sempre presente, Bizeta mette ancora una volta l’innovazione in primo piano. Prodotti utilizzati in tutto il mondo, il cui allineamento con quasi 60 fiscalità estere è sinonimo di vocazione internazionale.

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